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I 10 migliori siti dell'archeologia islamica

L'Islam nacque nel VII secolo d.C. e in meno di un secolo aveva creato un impero che si estendeva dalla Spagna all'Afghanistan. Nei secoli successivi, le città islamiche svilupparono tradizioni architettoniche, artistiche e scientifiche di straordinaria ricchezza: la matematica e l'astronomia araba medievale, la ceramica lustre e la maiolica, le biblioteche di Cordova e di Baghdad, i bazar e le caravanserragli lungo la Via della Seta.

L'archeologia islamica studia i resti materiali di queste culture — dagli insediamenti arabi pre-islamici alle città del periodo califfale, dalle capitali delle dinastie successive ai commerci marittimi dell'Oceano Indiano — in un arco temporale che va dal VII al XVI secolo e in un'area geografica che copre tre continenti. A differenza dell'archeologia delle civiltà antiche, molti siti islamici medievali sono ancora parzialmente abitati o servono come fondamento a strutture successive; la continuità tra passato e presente rende l'archeologia islamica particolarmente sensibile politicamente e culturalmente.

Tutti i siti elencati sono visibili sulla mappa.

1. Samarra, Iraq

Samarra fu la capitale del Califfato Abbaside dall'836 all'892 d.C., quando i califfi abbandonarono Baghdad — diventata troppo pericolosa per le tensioni con le guardie turche — per costruire una nuova capitale sul Tigri, a circa 120 km a nord. La città fu costruita in pochi decenni raggiungendo una dimensione di circa 50 km², una delle città più grandi del mondo nel IX secolo. Dopo il rientro dei califfi a Baghdad, Samarra fu progressivamente abbandonata, lasciando strutture che nessuna occupazione successiva aveva demolito o trasformato.

Il sito conserva la Grande Moschea di Samarra con il suo Malwiya — un minareto elicoidale alto 52 metri, unico nel mondo islamico, la cui forma ricorda le ziggurat mesopotamiche del III millennio a.C. — e i resti del palazzo califfale di Al-Mutawakkil, che con le sue 175 ettari era il palazzo più grande del mondo al momento della sua costruzione. Scavi sistematici del XX secolo hanno rivelato cicli di affreschi, decorazioni in stucco intagliato e sistemi di distribuzione idrica di grande sofisticazione. Patrimonio UNESCO dal 2007.

2. Medina Azahara (Madinat al-Zahra), Spagna

Medina Azahara fu costruita tra il 936 e il 976 d.C. dal Califfo omayyade di Cordova Abd ar-Rahman III come sede della sua corte, a circa 8 km da Cordova sulle pendici delle colline. Fu saccheggiata e distrutta nel 1010 durante le guerre civili che portarono alla dissoluzione del Califfato di Cordova; rimase sepolta sotto la terra per quasi mille anni.

Gli scavi sistematici del XX e XXI secolo hanno rivelato uno dei complessi palaziali medievali meglio conservati del mondo islamico occidentale: terrazze scalari con fontane, padiglioni con archi policromati, maioliche invetriate, colonne marmoree importate dall'Africa e dall'Italia. Il Salone di Abd ar-Rahman III, con i suoi archi policromi a ferro di cavallo e i pannelli a motivi vegetali scolpiti nel marmo, è un capolavoro dell'arte omayyade in Occidente. L'iscrizione fondativa trovata in situ permette la datazione precisa delle diverse fasi costruttive. Patrimonio UNESCO dal 2018; il Museo di Madinat al-Zahra espone i reperti degli scavi.

3. Città di Kilwa Kisiwani, Tanzania

Kilwa Kisiwani fu la principale città della costa Swahili dell'Africa orientale tra il X e il XVI secolo, punto focale del commercio dell'oro del Grande Zimbabwe verso l'India e la Cina attraverso le rotte dell'Oceano Indiano. Il porto di Kilwa era il principale mercato dell'oro dell'Africa orientale: l'oro del Zimbabwe, trasportato via terra fino a Sofala e poi via mare a Kilwa, raggiungeva qui i mercanti arabi, indiani e cinesi che lo distribuivano verso il resto del mondo.

Le moschee costruite in corallo fossile (il materiale da costruzione tipico della costa Swahili), il palazzo di Husuni Kubwa del XIV secolo — con le sue 100 stanze, la piscina e il magazzino per le merci di importazione — e i cimiteri con stele islamiche arabizzate documentano una civiltà urbana sofisticata che era sostanzialmente sconosciuta all'Europa prima delle ricerche archaeologiche del XX secolo. I portoghesi, quando arrivarono nel 1505, trovarono una città ricca e complessa che saccheggiarono sistematicamente. Patrimonio UNESCO dal 1981.

4. Anjar, Libano

Anjar fu l'unica città omayyade completamente pianificata e costruita ex novo in Libano, fondata dal Califfo al-Walid I nei primi anni del VIII secolo d.C. Il sito mostra con particolare chiarezza come l'urbanistica islamica primitiva si ispirasse ai modelli romani tardo-antichi: la pianta della città riproduce il modello del castrum romano con cardo e decumano, quattro porte nei punti cardinali, un foro centrale e un sistema di strade ortogonali.

Il palazzo del Califfo, una moschea, terme e abitazioni sono conservati in elevato in alcune aree; il sito è parzialmente ricostruito (con controversia metodologica analoga a quella di altri siti del Medio Oriente). I capitelli di marmo e le colonne mostrano il riuso di materiale edilizio romano proveniente da siti della regione — una pratica comune nell'architettura omayyade. Patrimonio UNESCO dal 1984.

5. Lashkari Bazar, Afghanistan

Lashkari Bazar fu un complesso palatino ghaznavide dell'XI-XII secolo d.C., costruito sul fiume Helmand nella provincia di Helmand (Afghanistan meridionale) come residenza invernale dei sultani di Ghazna. Il sito comprende tre palazzi principali con cortili, moschee e un bazar lungo la riva del fiume.

Il Palazzo del Sud è il più importante dal punto di vista artistico: un corridoio di ingresso era decorato da un ciclo di 44 affreschi raffiguranti le guardie del corpo del sultano Mahmud di Ghazna — figure in costume centroasiatico, con armature, archi e falconi — dipinte a tempera su intonaco. La pittura islamica murale figurativa di questa qualità e data (XI secolo) è rarissima nel mondo; la maggior parte di questi affreschi fu fotografata negli anni Cinquanta-Sessanta prima che il sito fosse parzialmente distrutto dai conflitti afghani del tardo XX secolo.

6. Sijilmasa, Marocco

Sijilmasa, nell'oasi di Tafilalt nel Marocco meridionale, fu la principale testa delle rotte carovaniere transahariane del Maghreb medievale. Fondata nel 757 d.C. come primo stato islamico autonomo del Marocco meridionale, prosperò per oltre sei secoli come punto di incontro tra i mercanti berberi del Nord Africa e le carovane che portavano oro, schiavi e avorio dal Ghana e dal Mali meridionale. L'oro di Sijilmasa pagò le spese dei regni medievali nordafricani e rifornì le zecche di tutto il Mediterraneo.

Scavi sistematici dell'Archaeological Institute of America negli anni Novanta hanno rivelato la struttura della città medievale: una grande moschea, un souq, resti di abitazioni e i resti delle caravanserragli che ospitavano le carovane transahariane. La città fu distrutta nel XIV secolo e non si riprese mai completamente; oggi il sito è parzialmente ricoperto da un villaggio moderno, rendendo gli scavi sistematici difficili.

7. Moschea degli Omayyadi di Damasco, Siria

La Grande Moschea degli Omayyadi a Damasco, costruita dall'869 al 715 d.C. dal Califfo al-Walid I, è uno dei monumenti più importanti dell'architettura islamica primitiva e uno dei luoghi più venerati dell'Islam. La sua storia stratificata è leggibile nel sito: fu costruita sul sito di una basilica cristiana dedicata a San Giovanni Battista (il cui santuario è ancora interno alla moschea), a sua volta costruita sul temenos di un grande tempio romano di Giove, a sua volta su un santuario aramaico precedente.

I mosaici del portale nord — paesaggi fluviali con alberi, edifici e fiumi — sono tra i più grandi complessi musivi islamici sopravvissuti, realizzati probabilmente da artigiani bizantini reclutati per l'occasione. La moschea ha subito incendi, terremoti e restauri; i mosaici rimasti (originalmente coprivano quasi 4.000 m²) sono un documento straordinario dell'arte islamica primissima. Sebbene danneggiata durante la guerra civile siriana degli anni 2010, la struttura principale è sopravvissuta.

8. Takht-e Suleiman, Iran

Takht-e Suleiman ("Trono di Salomone") è uno dei siti iraniani con la stratigrafia più ricca: un'isola naturale in un lago crater vulcanico utilizzata come santuario zoroastriano dall'era achemenide (VI secolo a.C.), poi come centro del fuoco sacro sassanide (III-VII secolo d.C.), e infine come sede di un palazzo ilkhanide mongolo del XIII-XIV secolo. I mongoli riutilizzarono il sito aggiungendo un palazzo decorato con maioliche lavorato con motivi tratti dalla letteratura persiana — il Libro dei Re di Firdusi e la storia di Alessandro il Grande — in stile islamico-iraniano di altissima qualità. Patrimonio UNESCO dal 2003.

9. Ctesifonte, Iraq

Ctesifonte, a 32 km a sud di Baghdad, fu la capitale del regno dei Parti e poi dell'Impero Sassanide — la principale rivale di Roma e Bisanzio — e dopo la conquista araba del 637 d.C. la prima capitale del nascente Califfato islamico prima che Kufa e poi Baghdad assumessero questa funzione. Il sito è dominato dall'Arch of Ctesiphon (Taq Kasra) — l'arco in mattoni più grande del mondo antico, con una luce di 26 metri e un'altezza di 37 — che era la sala del trono del palazzo sassanide del VI secolo. L'arco è ancora in piedi, sebbene in condizioni precarie; il resto del sito è in gran parte non scavato o distrutto dalle piene del Tigri.

10. Città di Aden, Yemen

Aden fu uno dei principali porti commerciali medievali islamici dal IX al XVI secolo — punto di passaggio obbligato nel commercio tra il Mediterraneo, l'Africa orientale e l'Oceano Indiano. La sua posizione geografica nella penisola arabiana meridionale, con un porto naturale nella caldera di un vulcano estinto, la rendeva strategicamente insostituibile. Le cisterne medievali di Tawilah — un sistema di 50 vasche scavate nella roccia vulcanica del versante collinare, alimentate dal drenaggio delle piogge — sono il monumento archaeologico più spettacolare della città. Le mura medievali e i resti del sultanato di Aden documentano la complessità politica della regione nei secoli islamici medievali.

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I siti dell'archeologia islamica coprono un'area enorme, dall'Atlantico all'Asia centrale. La mappa mostra la distribuzione dei siti dal Marocco all'Afghanistan, dall'Anatolia all'Africa subsahariana.

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